Prosegue con grande successo la seconda edizione del FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DOCUMENTARIO – Premio Marcellino de Baggis.
L’incontro con le scuole ha visto coinvolti nella giornata di venerdì, gli studenti del Liceo Ginnasio Statale Aristosseno, che hanno assistito alla proiezione del documentario: Franco: un uomo in piedi e la signora vestita di nebbia. Una storia italiana con la regia di Mimmo Mongelli. Il film ricostruisce la vicenda intorno alla morte di Franco Marcone, direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia, ucciso il 31 marzo 1995, da una mano rimasta ignota. Il “caso Marcone” resta uno dei più inquietanti misteri italiani, un delitto che nel corso degli anni è stato messo in relazione con molti elementi (imprenditoriali, politici, sociali, giudiziari) che hanno agitato le acque del territorio di Foggia. La vicenda è stata commentata dal dottor Antonio Morelli, presidente emerito del Tribunale di Taranto e dal regista Mimmo Mongelli, mentre il direttore artistico Alfredo Traversa e il critico Guido Gentile hanno coordinato gli interventi. Mongelli ha dichiarato di aver avuto mancanza di collaborazione da parte dei cittadini di Foggia e quindi molte difficoltà durante le riprese.
“Nel documentario – ha spiegato Morelli – ho trovato tre spunti da riportare agli studenti: la prima riflessione è stata sull’evento in sé, l’uccisione di un servitore dello Stato ha portato una ferita doppia all’ordinamento dello Stato, perché ha colpito una persona destinata a far osservare la legalità. La seconda riflessione – ha aggiunto il relatore – l’ho dedotta dall’immagine della giustizia sonnolenta, polverosa e annebbiata. Il filmato tende a mettere in rilievo alcuni ritardi della giustizia che ha portato sostanzialmente all’archiviazione del caso. La giustizia in Italia è cambiata, nel senso che ogni indagine viene fatta anche, all’esterno delle aule dei tribunali, dall’opinione pubblica che ha i suoi portavoce nei media, creando un processo parallelo. Non basta l’apparato giudiziario – ha concluso Morelli – occorre anche uno sforzo etico generale altrimenti non si esce fuori da una illegalità conclamata e imperante. Oggi, la sorte degli Stati dipende da situazioni di carattere finanziario ad altissimo livello delle quali non si sa chi sono i manovratori. L’invito è quello di creare una vera e nuova legalità e lo rivolgiamo ai giovani di oggi”.
I documentari in concorso hanno riscosso un notevole apprezzamento da parte del pubblico, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto dai selezionatori. A margine delle proiezioni anche la presentazione del libro sul maestro portoghese Manuel Oliveira, raccontato dal professor Francesco Saverio Nisio e Angelo Amoroso d’Aragona, curatore del patrimonio della Mediateca Regionale Pugliese. Ha suscitato molto interesse l’incontro con il giovane regista partenopeo Michele Diomà che ha presentato il suo Born in the U.S.E. La serata si è conclusa a Palazzo Ulmo dove Guido Gentile ha dato vita al dopo festival con il secondo omaggio dedicato alla nascita del cinema. Il pubblico si è divertito a riconoscere i propri beniamini e godere dei gustosi aneddoti raccontati del giornalista.
Da destra: Guido Gentile, Marcello de Baggis, Mimmo Mongelli, Antonio Morelli, Alfredo Traversa.



Michele Diomà è uno dei nostri graditissimi ospiti: il suo 





